Monte Popa

popaDa Bagan bastano meno di un paio in auto per arrivare al Monte Popa. Sulla strada ci sono contadini che coltivano la palma da cui si ottiene anche una sorta di grappa dolce e fortissima. Si arrampicano su questi alti alberi sia a piedi nudi – i più lesti – sia con una sorta di precaria scaletta.

Dentro le capanna ci sono dei forni di terracotta alimentati a legna e foglie di palma secche: non c’è nulla di tecnologico o elettrico. E in fondo questa gente si arrangia benissimo senza.

La vista del Monte Popa da lontano è sorprendente per la particolare forma cilindrica. Alla sua base appena si arriva si viene circondati da decine di scimmie bellissime. Le madri con i cuccioli attaccati al seno sono le più carine, le più commoventi. La salita al monte si fa, come al solito nei luoghi sacri, scalzi. È una prova un po' dura perché le scimmie sporcano molto.

In cima al Monte Popa – luogo sacro perché dimora dei Nat, una sorta di spiriti – che è un po’ l’Olimpo Birmano, si gode una gran vista della vallata e c’è una certa pace. Tuttavia, in fondo in fondo, l’attrazione più interessante del luogo sono proprio le scimmie scatenate.

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