Bagan

Tiziano Terzani ha scritto una volta che Bagan è uno di quei luoghi che “ti rende fiero di appartenere alla razza umana”. Ed in effetti Bagan è un posto incredibile. Alcuni lo paragonano ad Angkor in Cambogia. La Lonely, da parte sua, scrive: “Immaginate tutte le cattedrali medievali europee concentrate in un’area come l’isola di Manhattan: comincerete a farvi un’idea delle ambizioni dei re di Bagan”. In effetti, in questa piana di 40 km quadrati, i sovrani dell’epoca hanno costruito in soli 250 anni ben 4.440 templi di varie dimensioni. Tutto tra l’XI° ed il XIII° secolo.

Di Bagan ti affascina e ti colpisce la grandezza, la maestosità, la magnificenza, ma anche una decadenza dal sapore romantico. Questi templi tutti simili tra loro ma tutti significativamente diversi, sparsi nella campagne, totalmente fuori dalla modernità, poco o per niente restaurati, immobili ma vivi nel loro austero isolamento hanno davvero un sapore unico e mistico. Pochissimi di loro sono illuminati nel buio della notte quando una quiete pre-industriale scende su tutta la pianura. Ed è ancora così proprio perché il Myanmar vive nel suo povero ma dorato isolamento. Un giorno forse, con il progresso tecnologico e la “civiltà” che avanza, i templi di Bagan saranno illuminati alla perfezione, circondati da alte torri d’avvistamento e accerchiati da McDonald’s, Pizza Hut, Donkin Donuts e mirabolanti servizi all inclusive per turis ti. Certo, ora mancano i soldi per i restauri e perciò su molti templi non si può salire, ma, quando ti ci trovi dentro o di fronte, sei anche mirabilmente ammirato da questa maestosità al di là del tempo. Lo stesso uomo, 200 o 500 anni fa, si è trovato di fronte la stessa identica, immutata, visione.

Alcuni TEMPLI da non perdere

Dhammayazik Paya risale al 1196. Ha una campana dorata e una terrazza da cui si ammira tutta la valle. Vi sono 5 porte d’accesso e sulla sommità vi si trovano 5 piccoli templi. L’atmosfera è tersa e pacifica.

Tayok Pye Paya ha una bella guglia che offre una vista spettacolare.

Paya Thonzu, costituito da tre stupa collegati con affreschi del XIII° secolo. Pare vi siano testi e disegni d’influenza tibetana e khmer. Anche questo tipo d’architettura con tre stupa-templi collegati tra loro rara nell’archeologia buddista anche se particolarmente simbolica.

That Byinnyu Patho è il tempio più alto di Bagan. Ha due livelli squadrati dipinti di bianco e una grande terrazza dove però purtroppo non si può salire per rischio crolli.

Gawdawpalin Pahto , tra i più grandi e maestosi, con un bel pinnacolo e considerato di epoca tarda.

Shwezigon Paya a Nyanung U. Lo stupa ha una tipica ed elegante forma a campana ed è stato un po’ il prototipo delle successive in Birmania. La Shwezigon è anche un santuario sacro per i Nat, gli stessi spiriti del Monte Popa.

Ananada Pahto. È uno dei più famosi ed in effetti è molto grande e sontuoso. Bellissima la struttura e la vetta a forma di pannocchia dorata. Anche questo risale all’XI°-XII° secolo e purtroppo non vi si può salire. Molto belle anche le statue di Buddha alte quasi 10 metri in posizione eretta: a seconda di dove si guardano sono allegri o malinconici. A fianco del tempio c’è il più piccolo Ananda Ok Kyaung – una sorta di cappella – del XII° secolo con interessanti affreschi del XVIII° secolo dai toni accesi. Purtroppo anche questo posto, quasi lasciato a se stesso, dovrebbe essere restaurato e curato molto meglio.

Dhammayangi Pahto. Tempio del XII° secolo, è cinto da mura e particolarmente imponente. Bello e affascinante l’interno di mattoni con corridoi lunghi e giochi di luce provocati dalle finestre e dalle varie aperture geometriche che ricordano certe architetture arabe. È l’unico tempo con due Buddha vicini, Gautama e Maytreya, quello storico e quello futuro. C’è anche qualche bell’affresco da sistemare.

Sulamani Pahto detto anche “Gioiello Supremo” è molto interessante sia per gli interni, simili al Dhammayangi Pahto, sia per lo splendido esterno in mattoni. È circondato da una bella vegetazione ed è protetto da mura importanti, sempre in mattoni. All’interno vi è un grande Buddha disteso e grandi affreschi anch’essi molto rovinati.

Pythada Paya. Vicino al Sulamani, si trova in mezzo ai pascoli ed è uno dei pochi dove si può salire in cima. In alto la vista è spettacolare e mirabolante. Per di più ci si trova su una grandissima terrazza alla sommità di altre più piccoline. È un posto affascinante e silenzioso: dall’alto si vede bene tutta la vallata di Bagan.

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